35ª Candelina: Lo Sbarco di Falanto

Un canto, in lontananza, al tramonto, ha rotto il silenzio, l’altra sera, il 23 settembre, un venerdì, sulla baia di Saturo, l’antica Satyrion, laddove, metaforicamente, le scogliere sembravano due braccia, pronte ad accogliere “Lo Sbarco di Falanto”. La voce di uno spartano, qualunque, ha rotto il silenzio, nel fruscio delle onde, avvolte nella grazia del violoncello di Giuseppe Grassi, con una frase solenne e fiera: «Dopo Falanto, fui il primo a toccare terra».

«Le lacrime di rabbia e tenerezza inumidiscono ora questi luoghi, questi cocci. E, come fu per il pianto di Ethra, spero che questo possa essere il segnale di una nuova fondazione. Gli dei perdonino la presunzione di un tarantino innamorato».

Massimo Cimaglia ha interpretato un tarantino, con il sogno di essere uno spartano arrivato al fianco dell’ecista fondatore di Taras, e con il sogno altrettanto grande di organizzare nel 2017 una grande rievocazione sulle origini magnogreche.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...